Capaci, 34 anni dopo: la strage che cambiò l’Italia

Lorenzo Villanetti
Cronaca
23/05/2026

Il 23 maggio 1992, alle 17:58, un tratto dell’autostrada nei pressi di Capaci venne sventrato da circa 500 chili di esplosivo: la mafia uccise il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Una strage che cambiò per sempre la storia italiana e che, 34 anni dopo, resta una ferita aperta nella memoria del Paese.


In occasione dell’anniversario, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato come “la data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica”, definendo la strage di Capaci “un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani”. Mattarella ha poi sottolineato che l’eredità di Falcone e di Paolo Borsellino “costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia”.


Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affidato ai social il suo messaggio: “Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato”. La premier ha inoltre ribadito il valore della Giornata della Legalità come momento dedicato soprattutto ai giovani e alla diffusione della cultura della legalità e dell’impegno civile.


Ogni 23 maggio, l’Italia si ferma per ricordare anche il coraggio di uomini e donne dello Stato che hanno trasformato la lotta alla mafia in un dovere collettivo. E ancora oggi, tra le macerie di Capaci, continua a vivere l’idea di giustizia per cui Falcone e la sua scorta hanno sacrificato la propria vita.