Alessio D’Amato: tra Regione Lazio e Roma Capitale

Romina Caprera
Politica
05/05/2026

Oggi abbiamo avuto ospite in studio Alessio D’Amato, consigliere regionale di Azione ed ex assessore alla Sanità del Lazio, con cui abbiamo affrontato alcuni dei temi più caldi che riguardano la nostra regione e il dibattito politico nazionale. Un confronto a tutto campo, tra politica, servizi pubblici e futuro del Paese.


La sanità nel Lazio

“La sanzione per la mancata disdetta delle visite mediche la considero una misura negativa, perché trattare i cittadini in maniera vessatoria è abbastanza inutile. Inviterei il presidente Francesco Rocca a valutare con attenzione iniziative di questo tipo, perché rischiano di allontanare ancora di più i cittadini dalla sanità pubblica.”

“Le Case di Comunità rappresentano tutte quelle attività territoriali di rafforzamento previste dai fondi del Pnrr. È stato impostato un programma e ora si stanno tagliando i nastri, ma il vero tema è rendere operative queste strutture, garantendo almeno dodici specializzazioni tra le principali, soprattutto quelle legate alle malattie croniche. Rocca è stato fortunato perché ha trovato un programma già pronto e finanziato, ma non basta inaugurare: bisogna offrire servizi concreti ai cittadini.”

“Il concetto è rafforzare la rete territoriale di prossimità, soprattutto per i pazienti cronici, cioè per coloro che devono sottoporsi periodicamente a visite di controllo. Anche qui però servono infermieri, e oggi mancano. Per la prima volta i bandi per la scuola di infermieristica restano deserti: non è più una professione percepita come attrattiva, tra stipendi bassi, turni pesanti e aggressioni nei pronto soccorso. Tutto questo allontana i giovani, che preferiscono altre specializzazioni.”


Più poteri per Roma Capitale

“L’inserimento del ruolo di Roma in Costituzione è fondamentale. È una riforma che il sindaco Roberto Gualtieri ha voluto fortemente, perché Roma ha bisogno di strumenti che la rendano davvero al pari delle grandi capitali europee. Mi auguro che nei prossimi passaggi ci sia il giusto riconoscimento, perché questa riforma deve essere approvata con un’ampia maggioranza.”

“Sono state fatte valutazioni sbagliate. Il Pd, ad esempio, avrebbe dovuto votare favorevolmente a questa riforma. Sarebbe stato opportuno dare un segnale. Credo sia stata un’occasione mancata e mi auguro che nei prossimi passaggi ci possa essere un ripensamento.”


La situazione del governo Meloni

“Penso che questo governo arriverà alla fine del mandato. Il tema non è quanto durerà, perché la stabilità è importante. Il vero problema è che, se dovessi indicare qualcosa di davvero memorabile fatto da questo esecutivo, farei fatica. Forse è riuscito a contenere gli interessi sul debito pubblico, il famoso spread, ma il tema della benzina è molto serio e i cittadini lo stanno vivendo sulla propria pelle.”

“A fine mese ci sarà il blocco dei camionisti, che stanno affrontando enormi difficoltà. Su questo il governo ha fallito: avrebbe dovuto avere maggiore autonomia e prendere più le distanze da Donald Trump.”

“Questo governo ha fallito anche sulla sanità, e lo vediamo dall’aumento delle diseguaglianze tra i cittadini. Le famiglie italiane si indebitano sempre di più e il dato cresce del 6% ogni anno. Si parla molto delle fatture arrivate dopo la tragedia di Crans-Montana, ma questo dovrebbe farci capire quanto siamo fortunati ad avere un sistema sanitario diverso: quando vai al pronto soccorso in Italia non devi presentare la carta di credito.”


Innovazione e tecnologia

“Io sono tra quelli che pensano che la tecnologia non debba essere demonizzata, perché può rappresentare una leva di cambiamento. Però, se ti trovi in una regione come la nostra dove l’adesione al fascicolo sanitario elettronico è ferma al 9% allora c’è un problema serio.”

“Rocca non ha capito l’importanza di comunicare con i cittadini. Invece di spendere soldi per cose inutili, dovrebbe investire in una grande campagna informativa sul fascicolo sanitario elettronico.”

“L’intelligenza artificiale non va demonizzata, ma se manca persino l’alfabeto dell’innovazione diventa difficile educare davvero le persone a questi strumenti. Il sistema sanitario è complesso, ma io vedo un certo disinteresse che non mi sta bene.”