Dalla candidatura a sindaco all’Europa: parla Calenda

Dalla crisi dei partiti tradizionali al tema dell’immigrazione, passando per la guerra in Ucraina, il futuro dell’Europa, il caro energia e il destino politico di Roma. Ai nostri microfoni il segretario di Carlo Calenda ha affrontato alcuni dei temi più caldi dell’attualità politica, ribadendo la posizione centrista di Azione e criticando duramente sia il centrodestra che il centrosinistra. Nel corso dell’intervista Calenda ha parlato anche della proposta di “remigrazione”, della situazione economica europea e del futuro della Capitale, chiudendo definitivamente alla possibilità di una sua candidatura a sindaco di Roma.
“Azione non entrerà nel campo largo”
“Noi non siamo al centro perché è un luogo che mi piace astrattamente, ma perché il posizionamento degli altri due poli si è estremizzato sempre di più, e questo è un problema. L’estremizzazione è fatta di due poli e uno è il rumore, che va avanti con i fatti di cronaca, come Modena o come la grazia a Nicole Minetti. Ma a cosa serve tutto questo? A nascondere che non si fa il nostro lavoro, perché il nostro lavoro non è commentare la cronaca.
Fare un’alleanza strutturale con uno dei due poli porterebbe a rinnegare i valori di fondo. Noi resteremo a fare il centro, sperando che a un certo punto gli italiani si rendano conto di essere stati presi in giro per trent’anni. Ora toccherà a Vannacci, perché c’è sempre la volontà di estremizzare, e a sinistra ci sarà Di Battista. Corteggiamenti o no, continueremo a fare questo e spero che gli italiani ci diano fiducia. Azione non sarà nel campo largo”.
“Sulla remigrazione si promettono cose irrealizzabili”
“Sulla remigrazione il problema non è solo italiano, ma bisogna capire cosa intendiamo. Se per remigrazione si intende prendere gli stranieri che lavorano in Italia e mandarli via, allora mi chiedo: il Paese quanto dura? Chi raccoglie i pomodori? Chi lavora nei bar o negli alberghi?
Non faranno niente di quello che dicono, e lo sapete perché lo avete sperimentato negli ultimi trent’anni. Gli italiani devono dire basta a chi promette cose che poi non farà. In Italia ci sono 450mila migranti irregolari: bisogna avere un doppio registro. Se un migrante trova lavoro va regolarizzato, se delinque va espulso. Ma come si espelle? Prendi il piccolo spacciatore, lo metti in un CPR che non può stare in Albania ma in una regione italiana”.
“I partiti? Se li conosceste non gli affidereste un bar”
“Le opposizioni sono sempre contrarie a tutto. C’è un paradosso in Italia: quando governava la sinistra noi cercavamo di gestire le cose e la destra diceva che era tutto sbagliato. È un gioco di società.
Se voi li conosceste personalmente non gli affidereste nemmeno un bar, altro che il governo. E il problema è che non hanno nemmeno convinzioni. Tu non parli con Salvini del merito delle proposte: Salvini è come un materiale fonoassorbente, ascolta ma è vuoto. Sostiene ‘via gli immigrati’ perché gli porta voti e allora lo dice. O hanno la poltrona oppure hanno la disoccupazione, perché non sono in grado di fare altro.
Il problema è che li votiamo noi. O uno si sveglia oppure l’alternativa è il colpo di Stato. Anche se, con generali come Vannacci, non riuscirebbe nemmeno quello”.
Energia, Europa e il rischio dipendenza
“Quello che succede a Hormuz è che Cina ed Est stanno comprando qualsiasi nave spot disponibile. Il gas trasportato dai gasdotti non si è fermato, ma quello trasportato via nave sì, e questo determina una diminuzione del gas disponibile per noi.
Meloni si è fatta garantire quattro miliardi di metri cubi in più dall’Algeria, quindi siamo messi relativamente bene sulle forniture, ma non sul prezzo. Il gas ha un prezzo internazionale perché il mercato è interconnesso.
Il problema è che in Italia ci sono costi di distribuzione e trasmissione superiori di quattro miliardi rispetto a Germania e Francia, perché queste società fanno utili enormi. Noi abbiamo proposto di mettere a gara le concessioni o imporre un tetto massimo, ma non si riesce a fare perché società come Enel sono di proprietà della politica: comandano loro”.
“L’Europa è il posto migliore dove vivere”
“Intorno a noi ci sono imperi che ci vogliono come vassalli, perché l’Europa è ricca. Oggi l’Europa è un’immensa possibilità. Gli americani hanno sostenuto la loro potenza grazie al fatto che il loro debito viene ripagato dal resto del mondo.
Noi dobbiamo investire per essere indipendenti sul piano della difesa e dell’energia, altrimenti gli altri ci spremeranno. Credo che l’unica soluzione sia un grande piano sul nucleare e un enorme investimento nel manifatturiero.
Spesso parliamo dell’Europa come di un’entità vaga, ma la maggior parte delle decisioni si prendono all’unanimità. Dove invece l’Europa ha potuto decidere senza unanimità si è mossa molto bene. Non ci rendiamo conto che l’Europa è il posto migliore in cui vivere e non dobbiamo distruggerla, ma renderla più forte”.
“Non mi candiderò a sindaco di Roma”
“Non farò il sindaco di Roma. Ho già fatto un anno di campagna elettorale, ho visitato praticamente ogni buca della città, ho preso il 20% e sono grato agli elettori, ma non ci si può riproporre. Amo tantissimo Roma, ma quella è una storia passata della mia vita.
Tutte le capitali del mondo hanno poteri speciali, perché una capitale non è una città qualunque: rappresenta una nazione. Per questo sono favorevole a una legge speciale per Roma.
Molte delle competenze che Roma vorrebbe avere potrebbero essere delegate dalla Regione Lazio, che però non delega. I Comuni stanno morendo perché tutti i fondi sono in mano alle Regioni. E quei fondi non vanno solo ottenuti, vanno anche spesi bene”.
“I giovani? Per la politica non sono interessanti”
“La nostra spesa pubblica è centrata sulle pensioni. Noi invece potremmo e dovremmo intervenire su altre questioni come le pensioni minime, perché al momento sono ridotte a livelli che non consentono di vivere. Dovremmo aiutare anche i giovani, noi abbiamo proposto di togliere le tasse fino ai 30 anni: se gli stipendi sono bassi almeno dai una leva fiscale per trattenerli, altrimenti se ne vanno e poi non avrai più nessuno che pagherà ad esempio la sanità.
Il problema è che i giovani sono pochi e quindi elettoralmente interessano poco.”