Periferie, sport e politica: parla Fabio Rampelli

Tre giorni dedicati a sport, prevenzione e salute nel cuore del VI Municipio. Radio Roma Sound è stata media partner di “Sei delle Torri”, l’iniziativa promossa dal Municipio VI guidato dal presidente Nicola Franco, che ha portato nel quadrante est della Capitale eventi sportivi, screening gratuiti e momenti di confronto sul territorio.
Nel corso della manifestazione abbiamo intervistato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fratelli d’Italia, con cui abbiamo parlato del legame tra sport e Costituzione, del ruolo delle periferie nella crescita della città e dei possibili scenari futuri per il centrodestra nella corsa al Campidoglio.
Sport, salute e valori costituzionali
“Oggi si coniuga perfettamente il binomio sport-Costituzione. Da quando lo sport è entrato in Costituzione ha una forza ancora maggiore nel portare avanti determinati valori e si rafforza anche il legame tra sport e salute. Lo sport è una cosa meravigliosa, soprattutto quando viene praticato a livello amatoriale, perché diventa davvero sport per tutti. Qualunque persona, indipendentemente dalla propria condizione psicologica, fisica, sociale o economica, può accedere allo sport. È un passepartout per celebrare il principio di uguaglianza che accomuna tutti i cittadini, così come stabilito anche dalla Costituzione.”
“Lo sport assume ancora più valore quando arriva nelle periferie. Qui siamo ospiti del centro commerciale Roma Est, vedere tanti ragazzi, tanti giovani e tanta partecipazione, insieme ai servizi di assistenza gratuiti garantiti dal Policlinico di Tor Vergata e dalla Asl locale, rappresenta una bellissima lezione di civiltà e di impegno civico.
Basta guardare in volto le persone presenti oggi: sono sorridenti, contente di stare insieme, di confrontarsi e condividere emozioni e sentimenti: quello che io definisco vere e proprie droghe naturali. Non esiste sostanza più efficace di questa nel dare energia positiva all’essere umano.”
Il ruolo delle periferie
Rampelli ha poi riflettuto sul ruolo delle periferie romane, spesso raccontate soltanto attraverso il degrado e le difficoltà sociali.
“La periferia oggi non è il margine estremo della città: dal punto di vista sociale è il cuore di Roma. Le giovani generazioni, anche per ragioni economiche, vivono qui. Qui ci sono le nuove famiglie, i nuovi ragazzi, la parte più dinamica della popolazione.
Il centro storico resta meraviglioso e tutti lo amiamo, ma è anche un po’ addormentato, quasi narcotizzato, mentre le periferie sono vive. Per questo gli amministratori dovrebbero capire che gran parte degli investimenti pubblici dovrebbe essere trasferita qui.”
“Una città non è un museo, è un insieme di persone che la rendono viva. Musei, spazi di socialità, asili nido, parchi pubblici, servizi essenziali e sanità di prossimità devono essere portati nelle periferie.
Tra fondi del Giubileo, Pnrr e risorse nazionali si è continuato a investire soprattutto nelle aree centrali, bellissime ma meno vitali rispetto alle periferie di Roma, che io adoro.”
Derby, sport e identità romana
Nel corso dell’intervista si è parlato anche del derby e delle polemiche legate all’organizzazione della partita in concomitanza con gli Internazionali d’Italia.
“Secondo me la Lega Calcio ha sbagliato totalmente il calendario. Gli Internazionali di tennis al Foro Italico, in queste date, sono un evento mondiale e tutti sanno che abbiamo il tennista italiano più forte del pianeta. Era evidente che ci sarebbero state difficoltà organizzative.”
“Tuttavia il derby resta una grande festa per la città. Il mio auspicio è vedere Roma e Lazio competere ai massimi livelli, come accade nel derby di Milano, con due squadre protagoniste anche a livello internazionale.”
La candidatura a sindaco di Roma
Nel finale dell’intervista, inevitabile il passaggio sulla situazione politica romana e sulle prossime elezioni amministrative.
“Faccio il vicepresidente della Camera, che è un incarico molto importante, e sono anche vicario del presidente Fontana, quindi sto bene dove sto. Però la politica, almeno per come l’ho sempre interpretata, è disponibilità verso gli altri.
Per questo, se qualcuno mi dovesse chiedere di scendere in campo, sicuramente non sarei nella condizione di dire no.”