Roberto Vannacci e Futuro Nazionale: il progetto politico

Oggi abbiamo avuto modo di intervistare Marco Pomarici, rappresentante del nuovo partito “Futuro Nazionale” fondato dal generale Roberto Vannacci. Nel corso della lunga chiacchierata abbiamo affrontato diversi temi legati alla nascita del movimento politico, dal ruolo che Vannacci intende avere nello scenario nazionale fino alle posizioni del partito su sicurezza, immigrazione e opposizione. Pomarici ha parlato anche del rapporto con il centrodestra, delle critiche rivolte a Lega e Pd e degli obiettivi politici del movimento in vista delle prossime amministrative e delle elezioni politiche del 2027.
Il ruolo di Vannacci
“Nei confronti di Futuro Nazionale e del generale Vannacci c’è in atto una vera e propria censura mediatica, e me ne assumo tutta la responsabilità nel dirlo. Faccio politica da tanti anni, ma mai come in questa occasione abbiamo riscontrato interesse da parte di tante persone e soprattutto dei giovani, che vedono in Futuro Nazionale e in Vannacci una vera novità sulla quale fare affidamento. Oggi Vannacci rappresenta un’alternativa nello scenario della politica nazionale.”
Il rapporto con Pd e Lega
“C’è da dire che, sia nei confronti del Pd che della Lega, vorremmo capire quale sia il fine politico. Quello del Pd è chiaro: lisciare il pelo alle comunità musulmane per avere numeri vicini al loro progetto politico. Il fine della Lega invece non riesco a capirlo, e qui mi ricollego anche alle decisioni prese dal generale Vannacci.
Io non vedo alcun rispetto delle nostre istituzioni e dell’Italia nella sua totalità. Gli stranieri di seconda e terza generazione sono spesso distanti dalle nostre tradizioni. Immaginiamo che una parte di essi voglia l’instaurazione della legge della sharia. Vogliamo prendere l’esempio della Francia? Lì ci sono numeri enormi di stranieri di seconda e terza generazione che incidono nelle amministrazioni e nel governo francese chiedendo leggi legate alla sharia. Non è un controsenso?
È qualcosa di assurdo che potrebbe accadere anche nel nostro Paese e che Futuro Nazionale non vuole permettere. È una vera e propria minaccia, con l’avallo del centrosinistra che, pur di racimolare voti, venderebbe l’anima al diavolo.
Noi non siamo contrari all’integrazione nella sua totalità. Vogliamo però difendere le nostre tradizioni, il nostro Paese e la nostra italianità. Vediamo tutti i giorni come la stragrande maggioranza delle persone entrate nel nostro Paese non sia rispettosa della nostra religione e delle nostre leggi. È questa la differenza di vedute tra la sinistra e Futuro Nazionale.”
Immigrazione e sicurezza
“Noi vogliamo soltanto difendere il territorio e la sicurezza, perché l’ingresso indiscriminato di tante persone non controllate ci pone in un momento di grandissima crisi. Il cittadino italiano rivendica il tema della sicurezza.
Mi rifaccio anche al governo nazionale, perché Giorgia Meloni è veramente un cavallo di razza e le riconosciamo questo ruolo. Però proprio sul principio della sicurezza bisogna analizzare cosa sia stato realmente fatto. Abbiamo avuto modo di confrontarci con la gente e porre una domanda semplice: cosa è cambiato in questi quattro anni sul tema della sicurezza? La risposta che riceviamo è sempre la stessa: la situazione è peggiorata.
Noi siamo dentro al centrodestra vero, ma bisogna cambiare agenda. Non capiamo perché, nel momento in cui hai le redini del Paese, non riesci a incidere realmente sul tema della sicurezza.
C’è bisogno di una vera mediazione. Prendo come spunto le parole di Papa Leone, che è stato molto chiaro: ha detto ‘rimanete a casa’, con il supporto dei Paesi più forti che devono aiutare queste popolazioni. Se importiamo il Terzo mondo, in parte diventiamo il Terzo mondo. Questa è una verità assoluta che viviamo tutti i giorni.
Noi non vogliamo impedire a chiunque di entrare in Italia, ma chi entra deve farlo seguendo le norme. La cosa che mi lascia ancora più interdetto è che il governo abbia firmato l’ok per altri ingressi pari a mezzo milione di persone. Come può reggere il nostro Paese? Se si impostasse un vero progetto di welfare si potrebbe creare un’alternativa concreta.
Noi dobbiamo fare una selezione degli ingressi, puntando su persone perbene, rispettose delle nostre norme e delle nostre leggi, per non incorrere in problemi seri.”
La crescita del partito
“Il partito nasce il primo marzo e, alla data di ieri, abbiamo superato le 38mila tessere. È una grande realtà nata in maniera spontanea: ci sono persone che si sono iscritte persino alla mezzanotte tra il 28 febbraio e il primo marzo pur di essere tra i primi tesserati del partito.
Abbiamo riscontri anche nei gazebo, dove tante persone si fermano per firmare il progetto sicurezza del generale Vannacci e per entrare a far parte del movimento.
Noi puntiamo soprattutto sul non voto. Alle ultime tornate elettorali oltre il 50% delle persone è rimasto a casa, ed è un dato grave. Puntiamo quindi alla destra delusa che non è andata a votare, ma anche a chi è rimasto deluso da questo centrodestra.
Guardiamo alle politiche del 2027, ma siamo molto concentrati anche sulle amministrative, non solo delle grandi città. Stiamo già lavorando alle liste dei 15 municipi di Roma e siamo a buon punto. Ci sono tante persone che vogliono entrare nel partito e mettersi in gioco candidandosi.
Le amministrative rappresentano il cuore pulsante della politica, quella che sta in mezzo alla gente e ha il contatto diretto con gli elettori. Noi non vogliamo ritagliarci uno spazio dentro Fratelli d’Italia, Lega o Forza Italia: noi siamo una nuova destra, non slavata ma pura, che crede in un progetto reale per il bene della nazione.”