38^ Giornata di Serie A: i verdetti del campionato!

Si è concluso ieri, con le 5 partite in contemporanea della 38esima giornata, il campionato di Serie A 2025/2026 e proprio nei 90 minuti finali 3 squadre hanno raggiunto un obbiettivo sognato da inizio stagione.
Roma e Como infatti chiudono rispettivamente 3^ e 4^ e si guadagnano la qualificazione in Champions mentre il Lecce vince in casa con il Genoa e si salva per il 4° anno consecutivo.
Il Milan invece fa la storia ma in negativo: in 90 minuti passa dal 3° al 5° posto e manca l'accesso in Champions a causa della sconfitta in casa contro il Cagliari.
Risultati 38ª Giornata Serie A
Venerdì 22 maggio 2026
Ore 20:45
Fiorentina - Atalanta 1-1
Sabato 23 maggio 2026
Ore 18:00
Bologna - Inter 3-3
Ore 20:45
Lazio - Pisa 2-1
Domenica 24 maggio 2026
Ore 15:00
Parma - Sassuolo 1-0
Ore 18:00
Napoli - Udinese 1-0
Ore 20:45
Cremonese - Como 1-4
Hellas Verona - Roma 0-2
Lecce - Genoa 1-0
Milan - Cagliari 1-2
Torino - Juventus 2-2
Classifica Serie A 2025/2026
- Inter - 87 punti [Campione d'Italia e Qualificata in Champions League]
- Napoli - 76 punti [Qualificata in Champions League]
- Roma - 73 punti [Qualificata in Champions League]
- Como - 71 punti [Qualificata in Champions League]
- Milan - 70 punti [Qualificata in Europa League]
- Juventus - 69 punti [Qualificata in Europa League]
- Atalanta - 59 punti [Qualificata in Conference League]
- Bologna - 56 punti
- Lazio - 54 punti
- Udinese - 50 punti
- Sassuolo - 49 punti
- Torino - 45 punti
- Parma - 45 punti
- Cagliari - 43 punti
- Fiorentina - 42 punti
- Genoa - 41 punti
- Lecce - 38 punti
- Cremonese - 34 punti [Retrocessa in Serie B]
- Hellas Verona - 21 punti [Retrocessa in Serie B]
- Pisa - 18 punti [Retrocessa in Serie B]
Si decide tutto la sera: Roma e Como volano in Champions, disastro Milan mentre il Lecce si salva
Roma fatica ma ne vale la pena: Dybala fenomeno, Malen decisivo, Elsha saluta con gol
La notte del Bentegodi si chiude in un incrocio di destini e forti emozioni, regalando alla Roma un traguardo atteso da ben sette anni. Sotto il cielo di Verona, la squadra di Gian Piero Gasperini soffre ma alla fine trionfa, conquistando l'aritmetica qualificazione in Champions League. I padroni di casa, guidati da Sammarco e già matematicamente retrocessi in Serie B, onorano l'impegno con una prestazione di grande cuore e orgoglio, sfiorando il vantaggio nel primo tempo con un indomito Bowie, murato dalle tempestive uscite di Svilar.
La tensione agonistica si sblocca nella ripresa. Prima il Verona resta in dieci per l'espulsione di Valentini, poi un tocco di braccio in area dello stesso Bowie regala il rigore ai giallorossi. Dal dischetto si presenta Donyell Malen, che si fa ipnotizzare da un eroico Montipò; sulla respinta, però, il genio di Paulo Dybala si accende e rimette il pallone al centro proprio per l'attaccante olandese, che al secondo tentativo non perdona e fa esplodere il settore ospiti. L'Hellas non si arrende e cerca con coraggio la via del pareggio per congedarsi a testa alta dal proprio pubblico, ma al tramonto del match arriva la magia che chiude i conti. In pieno recupero, ancora Dybala inventa un colpo di tacco illuminante che lancia la corsa di Stephan El Shaarawy: il Faraone calcia da posizione defilata battendo Montipò per il definitivo 0-2. Al triplice fischio è festa immensa per il popolo romanista, che torna finalmente nell'Europa che conta, mentre i giocatori del Verona escono dal campo accompagnati dall'applauso incessante e commosso di tutto lo stadio, chiudendo il loro cammino in massima serie con immensa dignità.
"Como si dice Champions?" Douvikas e Da Cunha la decidono mentre la Cremo retrocede in B
La notte dello Stadio Zini entra di diritto nella storia del calcio italiano, incrociando in un emozionante 1-4 i destini opposti di due squadre: il Como conquista un'inedita e clamorosa qualificazione in Champions League, mentre la Cremonese sprofonda aritmeticamente in Serie B. In un'atmosfera vibrante, i lariani guidati da Cesc Fabregas passano in vantaggio al 36' grazie a una conclusione di Jesus Rodriguez, deviata in modo sfortunato e beffardo da Grassi. Nella ripresa gli ospiti raddoppiano subito al 51' con Douvikas, abile a bruciare la difesa e a infilare l'angolino basso in caduta. L'orgoglio della formazione di Giampaolo prova a riaccendersi al 54', quando l'eterno Jamie Vardy fa valere la sua esperienza conquistando un rigore prezioso che Bonazzoli trasforma, riaprendo momentaneamente le speranze di salvezza. La tensione diventa però insostenibile per i grigiorossi e la gara prende una piega drammatica al 72': l'assegnazione di un calcio di rigore in favore del Como scatena furiose proteste, spingendo l'arbitro Maresca a estrarre ben tre cartellini rossi in un colpo solo per la Cremonese, espellendo Grassi dal campo e le riserve Djuric e Okereke direttamente dalla panchina. Dal dischetto si presenta il capitano Lucas Da Cunha, che al 74' non trema e sigla la rete della tranquillità, per poi calare il sipario all'81' con un preciso rasoterra in buca d'angolo. Al triplice fischio tutti i giocatori di Fabregas si sono lanciati in panchina per seguire gli ultimi istanti di Milan-Cagliari, prima di far esplodere la gioia incontenibile del popolo lariano per un traguardo europeo da sogno, contrapposta alle lacrime di una Cremonese costretta ad arrendersi e a salutare la massima serie in dieci uomini.
Tragedia Milan, la Champions era ad un passo. Partito il processo ai protagonisti: rischia pure Max
La Scala del Calcio si era vestita a festa per spingere il Diavolo verso l'ultimo, decisivo ostacolo, ma il pomeriggio di San Siro si è trasformato in uno dei più cocenti psicodrammi sportivi della storia recente rossonera. Il Milan crolla clamorosamente per 1-2 tra le mura amiche contro un Cagliari già salvo e senza più nulla da chiedere al campionato, gettando alle ortiche una qualificazione in Champions League che sembrava ormai letteralmente a portata di mano. La matematica parla chiaro ed è impietosa: con una vittoria, la squadra avrebbe staccato il pass per l'Europa che conta raggiungendo quota 73 punti; invece, la disfatta condanna i rossoneri a un amarissimo quinto posto finale a 70 punti, consegnando di fatto il quarto posto al Como e costringendo il Milan ad accontentarsi dell'Europa League. Al vantaggio-lampo di Saelemaekers hanno risposto Borrelli e Rodriguez con Maignan grande protagonista per evitare che la figuraccia si ingrandisse pure di più.
Nel post-partita, le macerie di questa débâcle impongono riflessioni immediate. È già iniziato il processo mediatico e ambientale a tutti i protagonisti di questo inaspettato tracollo, e sul banco degli imputati siede in prima fila Massimiliano Allegri. L'incapacità di gestire la pressione nei momenti di massima difficoltà ha sollevato interrogativi pesantissimi sul suo operato, e ora il suo futuro sulla panchina rossonera è avvolto da nubi fitte e minacciose.
Juve in Europa League con tanta paura prima del Derby della Mole
Il Derby della Mole che ha calato il sipario sulla stagione rimarrà impresso nella memoria collettiva non solo per la vibrante rimonta sul prato verde, ma per il clima surreale e denso di altissima tensione che lo ha preceduto. Molto prima che il pallone potesse rotolare sul campo dello Stadio Olimpico Grande Torino, pesanti disordini e scontri nelle vie limitrofe hanno costretto le autorità e la direzione di gara a posticipare il fischio d'inizio di un'intera ora. Un'attesa snervante che ha dilatato i tempi di una sfida già carica di profonda amarezza, specialmente per la sponda bianconera. La Juventus si è presentata all'appuntamento portando sulle spalle il peso di un fallimento bruciante: il sogno Champions League era infatti naufragato in modo irrimediabile appena sette giorni prima, a causa del disastroso scivolone casalingo per 0-2 contro la Fiorentina che aveva di fatto compromesso l'intera rincorsa.
Quando la situazione all'esterno dell'impianto si è placata e le squadre hanno finalmente incrociato i tacchetti, la rabbia agonistica della Vecchia Signora si è inizialmente abbattuta sul match. È Dusan Vlahovic a prendersi la scena e a provare a scacciare i fantasmi di un finale di campionato da incubo. Il centravanti serbo sblocca la stracittadina al 24', per poi ripetersi in avvio di ripresa: al 54' firma la doppietta personale e lo 0-2 che sembra indirizzare definitivamente il derby sui binari juventini.
Ma il cuore del Torino, spinto dall'orgoglio e dal desiderio di regalare un'ultima gioia al proprio pubblico, non smette di battere. Sotto di due reti, la formazione granata si scuote e riapre i giochi al 60' grazie al guizzo di Cesare Casadei, abile a ridare speranza e linfa vitale ai padroni di casa. La spinta del Toro cresce col passare dei minuti, approfittando di una Juventus che, colpita a livello psicologico, inizia a rintanarsi e a sgretolarsi. A sei minuti dal novantesimo, all'84', l'Olimpico esplode in un boato assordante: Che Adams trova la giocata decisiva e completa una clamorosa rimonta, gonfiando la rete per il definitivo 2-2.
Al triplice fischio, l'esito del campo manda in archivio il campionato con verdetti inappellabili. La Juventus chiude un'annata tormentata al sesto posto a quota 69 punti, dovendosi accontentare dell'Europa League e leccandosi le ferite per i troppi rimpianti. Sull'altra sponda del Po, i giocatori del Torino escono tra gli scroscianti applausi della loro gente, festeggiando un derby ripreso con le unghie e con i denti e blindando il dodicesimo posto a 45 punti, coronamento perfetto di una stagione vissuta all'insegna di una solida e meritata tranquillità.
Banda firma la storia al Via del Mare: un Lecce da record piega il Genoa 1-0 e blinda la Serie A
La notte del Via del Mare si trasforma nell'arena di un'impresa leggendaria. Il Lecce batte il Genoa 1-0 e conquista un'epica quarta salvezza consecutiva in Serie A, record assoluto per il club del presidente Sticchi Damiani. Per Eusebio Di Francesco è il sapore dolcissimo della redenzione sportiva, un riscatto totale dopo le dolorose retrocessioni passate con Frosinone e Venezia.
In un'atmosfera infuocata, il tecnico giallorosso conferma l'undici vittorioso di Sassuolo, con Cheddira supportato da Pierotti e Banda. Dall'altra parte, il Genoa di Daniele De Rossi si presenta ampiamente rimaneggiato, con ben otto assenze e diversi innesti dalla Primavera. L'avvio del Lecce è travolgente: al minuto 6, Ramadani verticalizza per Cheddira, Leali respinge la conclusione ravvicinata, ma sul pallone si avventa come un falco Lameck Banda. L'esterno zambiano si accentra e scaglia un destro terrificante sotto la traversa per l'1-0. È un gol storico: il quinto in campionato per il capocannoniere della squadra e la rete numero 700 del Lecce in massima serie.
Banda è scatenato e impegna ancora Leali, ma al 39' il Genoa fa tremare lo stadio: Frendrup trova la via del pareggio, ma l'arbitro Doveri annulla per una posizione di fuorigioco di Colombo a inizio azione.
Nella ripresa, mentre dagli spalti giunge l'eco del raddoppio del Como a Cremona che blinda la salvezza salentina, Gandelman rileva Ngom. Il Genoa cresce e al 62' serve un miracolo di Falcone, che resta in piedi fino all'ultimo e respinge il sinistro a botta sicura di Masini. Sul corner successivo, Ellertsson grazia i giallorossi mancando la girata da pochi passi.
Le energie calano e N'Dri rileva uno stremato Banda tra gli applausi. Il Lecce reagisce e va a un passo dal raddoppio con Pierotti, il cui colpo di testa si stampa sul palo. Gli ultimi dieci minuti scorrono in un frastuono assordante. Al triplice fischio di Doveri, dopo tre minuti di recupero, esplode la gioia: il Lecce resta in Serie A per il quarto anno consecutivo.
Le altre gare
Parma-Sassuolo (1-0), Napoli-Udinese (1-0), Lazio-Pisa (2-1)
Vittorie casalinghe per Parma, Napoli (che saluta Conte) e Lazio. In gol Pedrito che lascia la Lazio con un altro sigillo mentre è tutto da scrivere il futuro di Sarri.
Bologna-Inter (3-3), Fiorentina-Atalanta (1-1)
Pareggi rocamboleschi e divertenti tra 4 squadre che non chiedevano più nulla al campionato.
Finisce oggi il settimanale aggiornamento sulla Serie A, alla prossima stagione!
Emanuele Saponara