Elena Pero, l’eleganza in voce

Lorenzo Villanetti
Sport
25/09/2026

All’inizio, per Elena Pero, vennero i fogli densi di cifre, tabelle e incroci statistici che Rino Tommasi pretendeva come dogma prima di ogni diretta. Era il 1989 e da quel setaccio di trenta candidati nacque una giornalista che avrebbe fatto della disciplina analitica il basamento discreto di una carriera trentennale. Quando nel 1991 prese forma l’avventura di Telepiù - culla della moderna televisione a pagamento - Elena Pero cominciò a prestare la parola al tennis a fianco di Roberto Lombardi, per poi intrecciare un lungo cammino al microfono con Paolo Bertolucci. 


Dai Big Three a Sinner


Una presenza costante, scivolata attraverso l'epopea dei vari Federer, Nadal e Djokovic fino alle recenti stagioni di grazia del tennis italiano. Ieri, a 60 anni, si è spenta dopo aver lottato a lungo contro la malattia senza mai rinunciare, finché le è stato possibile, a quella cabina di commento che considerava un luogo di dedizione quasi sacrale. Ne è testimone la parabola perfetta chiusasi sul Centrale di Wimbledon lo scorso 12 luglio: sua era stata la voce del primo successo di Jannik Sinner sull'erba londinese nel 2025, sua quella che ne ha accompagnato il bis un anno più tardi. Quattordici finali maschili raccontate in oltre tre lustri al Tempio rappresentano un ruolino di marcia imponente, che tuttavia dice poco o nulla della sua vera cifratura professionale.


La forza di Elena Pero risiedeva infatti in una scelta di campo controtendenza: sottrarre anziché aggiungere, sfumare il commento per restituire centralità al gioco. In un panorama mediatico spesso propenso all'iperbole e all’autoaffermarsi del telecronista, il suo stile nasceva da uno studio quasi maniacale dei dettagli che, una volta acceso il microfono, veniva scientemente rarefatto per non gravare sull'ascoltatore. “La cosa più difficile? Non perdere il controllo, rimanere obiettivi e non fare il tifo”, amava ripetere, convinta che il primo dovere di chi narra lo sport sia evitare la prevaricazione visiva e sonora rispetto all'evento.


Il sodalizio con Bertolucci


Questo rigore, unito a una sobria empatia oltreché a una naturale eleganza, ha trasformato nel tempo il suo sodalizio con Bertolucci in un punto di riferimento familiare per il pubblico italiano. Proprio l'ex tennista azzurro la ricorda evocando l'intesa silenziosa di quel loro ultimo pomeriggio sull'erba britannica - uno sguardo rapido e un cenno d'intesa d'intesa dopo l'ultimo punto - testimonianza di una complicità professionale maturata in oltre due decenni di diretta.


Elena Pero lascia in eredità un metodo d'interpretazione del giornalismo televisivo che ha saputo raccogliere l'insegnamento dei maestri del passato rielaborandolo in una chiave moderna, mai strillata e profonda. D'ora in avanti, quando le traiettorie della pallina torneranno a solcare i campi dei tornei più importanti, si avvertirà la mancanza non soltanto della sua competenza puntuale, ma di quel respiro calcolato che sapeva fare del silenzio la forma più alta di rispetto per il gioco. Tra lo scambio di una pallina e il brusio degli spalti, resteremo dunque a cercare quel suo unico modo di fare spazio al gioco. Ciao Elena, meravigliosa e discreta voce del tennis.


Lorenzo Villanetti