Shevchenko, 50 anni di gol e una storia da leggenda

Alessandro Gentili
Sport
28/09/2026

oggi l'ex fantasista del Milan e della nazionale Ucraina spegne le 50 candeline.

soprannominato anche l'usignolo di Kiev nasce in un villaggio ucraino di soli 390 abitanti a 100 chilometri a Est dalla capitale di Kiev. Da quel piccolo villaggio inizia la sua gloriosa carriera che lo porterà a vincere il pallone d'oro nel 2004, terzo e ultimo giocatore ucraino ad averlo vinto, oltre a una vasta serie di premi che lo rendono uno dei calciatori più vincenti della storia.

A guardarlo quando arrivò a Milano, nell'estate 1999, sembrava quasi impossibile immaginarlo dentro l'area di rigore della Serie A. aveva l'aria del ragazzo educato e riservato, lontanissima dal centravanti pronto a combattere su ogni pallone. Eppure il calcio italiano, con le marcature a uomo asfissianti e i duello fisici sarebbe diventato il suo palcoscenico perfetto

Arrivato dalla Dinamo Kiev si impose quasi immediatamente nel campionato italiano. Nella sua prima stagione con il Milan realizzo 24 gol conquistando il titolo di capocannoniere.


Era velocissimo, tecnico, intelligente nei movimenti e micidiale sotto porta. Aveva una grande capacità nell'attaccare lo spazio, driblare, calciare con entrambi i piedi e colpire di testa. La sua consacrazione arriva nel 2003 quando il Milan vince la Champions contro la Juventus a Manchester. Il 2004 è l'anno del Pallone d'Oro, un riconoscimento che lo porta sul tetto d'Europa. di gol. Con la formazione rossonera vincerà uno scudetto, una Champions League, una Coppa Italia, una Supercoppa UEFA e una Supercoppa italiana, lasciando un ricordo profondo nella storia del club.


Dopo il Milan arriva il Chelsea nel 2006 ma sarà una breve parentesi che lo riporterà a Milano sino alla stagione 2008-09 per poi chiudere la carriera alla Dinamo Kiev, dove si ritirerà nel 2012 all'età di 35 anni. La sua carriera finisce in campo ma continua in panchina, diventa commissario tecnico dell'Ucraina e conduce la Nazionale fino ai quarti di finale dell'Europeo del 2020. Nel 2021 diventa allenatore del Genoa e dopo circa due mesi viene sollevato dall'incarico.


Oggi è Presidente della Federcalcio in Ucraina e la sua missione è quella di cercare durante la guerra di sostenere al massimo il calcio in Ucraina. Il suo obiettivo è quello di spiegare  come il pallone possa trasformarsi in uno strumento di resistenza, speranza e sollievo per una Nazionale messa a dura prova. Il calcio, ma lo sport in generale come ha affermato Sheva, può e deve essere una valvola di svago, con la possibilità di regalare un sorriso in particolare tra i ragazzi. Sulla base di questo tre anni fa è stata lanciata la School League con più di 50 mila ragazzi coinvolti.


Sul fatto di sentirsi un simbolo per la sua Nazione

«No. I simboli sono altri, adesso è il tempo dei veri eroi, che difendono il paese, che fanno parte dell’esercito e della resistenza. In questi 5 anni ho visto il loro coraggio. Non si possono fare paragoni con i nostri compiti. Noi con il calcio dobbiamo cercare di dare loro sollievo, un sorriso, perché guardano le partite e so che fa loro piacere se la squadra gioca bene»


Quando gli viene chiesto quali siano le due immagini che vorrebbe associare al suo cinquantesimo compleanno, la risposta parte proprio dalla famiglia e dall’impegno nel sociale.

Per i suoi 50 anni si augura la pace, Per l’Ucraina, per le nuove generazioni e per una vita che possa tornare finalmente alla normalità.


Il Milan sempre nel cuore

Nonostante siano passati molti anni dalla fine della sua esperienza rossonera, il legame con il Milan rimane intatto. Shevchenko lo ha ribadito senza esitazioni: «Milan sarà sempre nel mio cuore e sarò sempre un tifoso».

Lo stesso vale per l’Italia, che l’ex attaccante considera la propria seconda casa. Un legame nato negli anni trascorsi a Milano e rimasto forte anche dopo la fine della carriera.

Del calcio italiano continua a seguire le vicende e guarda con attenzione anche alla situazione della Nazionale. Il suo messaggio è diretto: l’Italia deve valorizzare la propria storia e il proprio talento, intervenendo su ciò che deve essere migliorato senza dimenticare il patrimonio costruito negli anni.


Oggi sono arrivati anche gli auguri sulla pagina instagram del Milan che lo ritraggono insieme ad altri suoi compagni di squadra tra cui Dida e mister Carlo Ancelotti il giorno della finale di Champions contro la Juventus, ma anche sugli account ufficiali del Chelsea c'è un post di auguri per il centravanti ucraino.

Molto più di un calciatore, semplicemente un "vento di passioni"